La prima piattaforma permanente di ricerca e sperimentazione vitivinicola del Nord Italia Il protocollo d'intesa sarà firmato lunedì 13 aprile 2026 | Area Regione Piemonte L3 - Vinitaly, Verona |
Un settore strategico di fronte a sfide senza precedenti
Il vino italiano è uno dei comparti più dinamici e strategici dell’economia agricola nazionale: oltre 700.000 ettari di superficie vitata, più di 300.000 aziende viticole e un export che supera 8 miliardi di euro ne fanno un simbolo globale del Made in Italy. Le regioni del Nord Italia, in particolare, concentrano circa il 40% della superficie vitata nazionale e oltre la metà del valore economico della produzione, configurandosi come uno dei principali poli vitivinicoli d’Europa.
Questo straordinario patrimonio si trova oggi ad affrontare una fase di profonda trasformazione. I cambiamenti climatici hanno già determinato un aumento medio delle temperature nelle aree viticole italiane di circa 1,5 °C negli ultimi vent’anni, con un’accelerazione degli eventi estremi — siccità prolungate, gelate primaverili tardive, grandinate, ondate di calore — che mettono a dura prova la tenuta produttiva ed economica delle aziende. A queste si aggiungono nuove e ricorrenti emergenze fitosanitarie, la necessità di ridurre l’impatto ambientale delle pratiche colturali e la crescente domanda di sostenibilità da parte dei mercati internazionali.
La risposta: una rete permanente di ricerca applicata
Su impulso della Regione Piemonte e della Fondazione AGRION, che hanno promosso un confronto strutturato tra i principali attori della ricerca applicata del settore, nasce VITELAB NETWORK – Ricerca e sperimentazione vitivinicola: una piattaforma permanente di cooperazione scientifica che, per la prima volta, riunisce in modo organico undici tra i più autorevoli centri di ricerca del Nord Italia, ciascuno espressione della propria Regione o Provincia autonoma di riferimento.
La rete è formalizzata con la firma di un Accordo Quadro quinquennale, che istituisce un gruppo di lavoro tecnico interistituzionale con il compito di coordinare attività di ricerca e sperimentazione, proporre progetti congiunti, favorire la condivisione di dati e infrastrutture e supportare la partecipazione a programmi di ricerca finanziati sia a livello nazionale che europeo. Ogni progetto specifico troverà attuazione mediante accordi operativi che definiranno anche la gestione della proprietà intellettuale e le politiche di trasferimento tecnologico verso le imprese.
Gli undici partner della rete
VITELAB NETWORK unisce: CREA – Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia (Ministero dell’Agricoltura), Fondazione AGRION (Piemonte), Fondazione Edmund Mach (Trento), Centro di Sperimentazione Laimburg (Bolzano), ERSA Friuli-Venezia Giulia, Veneto Agricoltura (Veneto), ERSAF Lombardia, CeRSAA (Liguria), Institut Agricole Régional (Valle d’Aosta), Fondazione Fojanini e Fondazione Riccagioia (Lombardia). L’accordo prevede anche la possibilità di adesione futura di ulteriori enti di ricerca e università, previa approvazione delle Parti.
Una visione per il futuro della viticoltura italiana
Un’infrastruttura scientifica di questo livello può diventare un polo capace di attrarre ricercatori, investimenti e tecnologie da tutta Europa, trasformando la ricerca applicata in uno dei principali motori di sviluppo del comparto. Investire nella ricerca vitivinicola significa investire nel futuro di uno dei simboli più forti dell’identità produttiva, culturale e paesaggistica dell’Italia: con VITELAB NETWORK, la scienza si mette al servizio dei territori e delle imprese, per accompagnare il vino del Nord Italia nelle sfide climatiche, ambientali e di mercato dei prossimi decenni.
LE AREE DI RICERCA E SPERIMENTAZIONE PRIORITARIE
▸ Nuovi genotipi tramite TEA
Sviluppo di varietà più resistenti e adattate tramite Tecniche di Evoluzione Assistita, preservando il patrimonio viticolo ed enologico esistente.
▸ Innovazione dei portinnesti
Aggiornamento della piattaforma portinnesti — ferma agli standard di fine ‘800 — per rispondere alle nuove condizioni climatiche e colturali.
▸ Emergenze fitosanitarie
Strategie coordinate contro flavescenza dorata, mal dell’esca, black rot e Popillia japonica.
▸ Mitigazione degli effetti climatici
Valutazione di pratiche agronomiche (irrigazione, reti ombreggianti, irrigazione multifunzionale) per contrastare l’aumento del grado alcolico e il disaccoppiamento delle maturità.
▸ Varietà resistenti ai funghi
Studio e valorizzazione degli ibridi resistenti ai patogeni fungini, anche in vista del recepimento del regolamento UE 2021/2117 sulle denominazioni di origine.
▸ Gestione sostenibile del suolo
Tecniche di inerbimento controllato e sovescio per contrastare erosione, perdita di fertilità e compattamento dei suoli vitati.
▸ Viticoltura di precisione
Telerilevamento NDVI, sensori agroambientali di ultima generazione, droni, guida autonoma e distribuzione a rateo variabile per una gestione più sostenibile ed efficiente del vigneto.
