Agrion Ricerca in Agricoltura 2026

ARA - Agrion Ricerca in Agricoltura 2026

Ente Finanziatore: Regione Piemonte 

Le attività progettuali di seguito brevemente descritte rappresentano la ricerca di risposte ai bisogni di innovazione espressi dalle filiere. Vengono svolte attraverso collaudati protocolli scientifici che prevedono l’aggiornamento del percorso sperimentale con nuovi materiali e nuove tecniche di coltivazione (nuove varietà, innovative tecniche colturali, strategie di difesa, ecc.). I progetti di seguito descritti rappresentano la miglior strategia per migliorare la sostenibilità e la competitività della produzione agricola piemontese e sono focalizzati su: innovazione varietalearchitettura e gestione delle colture, difesa integrata e biologica dalle avversità, tecniche colturali ecosostenibili, valorizzazione del germoplasma localequalità e post-raccolta delle produzioni.

Le attività, svolte dal 01/01/2026 al 31/12/2026, sono suddivise in singoli progetti che riguardano tematiche afferenti a FrutticolturaOrticoltura, fragola e piccoli fruttiCorilicoltura e Vitivinicoltura.

Le attività del progetto vengono svolte nel Centro Ricerche per la Frutticoltura di Fondazione Agrion, situato nel Comune di Manta (CN). L’orientamento varietale dei fruttiferi è uno dei pilastri fondamentali delle aziende frutticole per avere redditività delle produzioni e sostenibilità ambientale, obiettivi sempre più difficili da raggiungere negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici, l’aumento dei costi di produzione e all’incertezza delle remunerazioni delle produzioni.

Obiettivi

Tra le principali criticità del settore vi sono quelle legate al cambiamento climatico che genera dirette conseguenze sullo stato fitosanitario delle piante, sull’equilibrio vegeto-produttivo, e sulla qualità dei frutti. La genetica e l’innovazione varietale sono tra i fattori determinati per mitigarne l’effetto.

Di conseguenza va rafforzata la selezione di varietà a basso impatto ambientale, di elevata qualità e facilmente gestibili in pieno campo, anche grazie a resistenze/tolleranze ai patogeni chiave.

La valutazione delle cultivar potenzialmente interessanti per il Piemonte è effettuata nell’azienda sperimentale, su una superficie di 8 ettari, attraverso collaudati protocolli di ricerca che permettono un efficace screening dei materiali, modulato sulle reali esigenze del comparto.

I materiali in osservazione per il 2026 sono:

  • 180 cultivar/ selezioni avanzate di melo
  • 43 di pero
  • 106 di pesco e nettarine
  • 34 di albicocco
  • 59 di ciliegio
  • 11 di susino
  • 3 di actinidia suddivisi tra le specie Actinidia chinensis var. deliciosa e Actinidia chinensis var. chinensis
  • 6 di noce
  • 6 di mandorlo

Le combinazioni portinnesto/ cultivar in prova sono: 27 di melo, 4 di pero, 7 di ciliegio.

Risultati attesi

Confronto varietale Melo

  • Caratterizzazione delle varietà/selezioni in prova mediante compilazione delle schede pomologiche;
  • Confronto dei parametri inerenti alla colorazione della buccia delle cultivar del gruppo Gala e Fuji;
  • Confronto dei parametri qualitativi del frutto dei più recenti materiali con resistenze a malattie;
  • Confronto dei parametri qualitativi del frutto dei più recenti materiali selezionati per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

I rilievi dei descrittori agro-pomologici e chimico/fisici che caratterizzano ogni singola varietà/selezione sono riuniti in apposite schede pomologiche.  Il confronto prevede il rilievo su di un numero rappresentativo di frutti per singola cultivar in valutazione e seguente elaborazione statistica per l’individuazione delle differenze.

Tempestivo aggiornamento delle Liste di Programmazione varietali regionali con l’inserimento di cultivar che hanno superato la sperimentazione parcellare nel Centro Ricerche e di seguito la valutazione di pieno campo attraverso la sperimentazione estesa sul territorio.

Confronto varietale Pero

  • Caratterizzazione delle varietà/selezioni in prova mediante compilazione delle schede pomologiche;
  • Confronto dei parametri qualitativi del frutto dei più recenti materiali tolleranti a “Colpo di fuoco batterico”;
  • Confronto dei parametri qualitativi del frutto dei più recenti ibridi interspecifici pero/ nashi.

I rilievi dei descrittori agro-pomologici e chimico/fisici che caratterizzano ogni singola varietà/selezione sono riuniti in apposite schede pomologiche.  Il confronto prevede il rilievo su di un numero rappresentativo di frutti per singola cultivar in valutazione e seguente elaborazione statistica per l’individuazione delle differenze.

Tempestivo aggiornamento delle Liste di Programmazione varietali regionali con l’inserimento di cultivar che hanno superato la sperimentazione parcellare nel Centro Ricerche e di seguito la valutazione di pieno campo attraverso la sperimentazione estesa sul territorio.

Confronto varietale Pesco

  • Caratterizzazione delle varietà/selezioni in prova mediante compilazione delle schede pomologiche per tutti i materiali in valutazione;
  • Confronto dei parametri qualitativi del frutto dei più recenti materiali a maturazione precoce;
  • Confronto dei parametri qualitativi del frutto dei più recenti materiali con epoca di maturazione intermedia;
  • Confronto dei parametri qualitativi del frutto di una serie di cultivar di pesche e nettarine a polpa bianca.

I rilievi dei descrittori agro-pomologici e chimico/fisici che caratterizzano ogni singola varietà/selezione sono riuniti in apposite schede pomologiche.  Il confronto prevede il rilievo su di un numero rappresentativo di frutti per singola cultivar in valutazione e seguente elaborazione statistica per l’individuazione delle differenze.

Tempestivo aggiornamento delle Liste di Programmazione varietali regionali con l’inserimento di cultivar che hanno superato la sperimentazione parcellare nel Centro Ricerche e di seguito la valutazione di pieno campo attraverso la sperimentazione estesa sul territorio.

Confronto varietale Ciliegio

  • Caratterizzazione delle varietà/ selezioni in prova mediante compilazione delle schede pomologiche;
  • Confronto dei parametri qualitativi del frutto dei più recenti materiali a maturazione extra-tardiva;
  • Confronto dell’incidenza di cracking su di una recente linea di varietà con elevate caratteristiche qualitative dei frutti rispetto alle cultivar di rifermento attualmente più diffuse sul territorio.

I rilievi dei descrittori agro-pomologici e chimico/fisici che caratterizzano ogni singola varietà/selezione sono riuniti in apposite schede pomologiche.  Il confronto prevede il rilievo su di un numero rappresentativo di frutti per singola cultivar in valutazione e seguente elaborazione statistica per l’individuazione delle differenze.

Tempestivo aggiornamento delle Liste di Programmazione varietali regionali con l’inserimento di cultivar che hanno superato la sperimentazione parcellare nel Centro Ricerche e di seguito la valutazione di pieno campo attraverso la sperimentazione estesa sul territorio.

Confronto varietale Susino

  • Caratterizzazione delle varietà/ selezioni in prova mediante compilazione delle schede pomologiche;
  • Confronto dei parametri qualitativi del frutto dei più recenti materiali alternativi alla cultivar di riferimento Angeleno con epoche di maturazione differenti.

Tempestivo aggiornamento delle Liste di Programmazione varietali regionali con l’inserimento di cultivar che hanno superato la sperimentazione parcellare nel Centro Ricerche e di seguito la valutazione di pieno campo attraverso la sperimentazione estesa sul territorio.

Confronto varietale Albicocco, Actinidia, Mandorlo e Noce

  • Caratterizzazione delle varietà/selezioni in prova mediante compilazione delle schede pomologiche.

I rilievi dei descrittori agro-pomologici e chimico/fisici che caratterizzano ogni singola varietà/selezione sono riuniti in apposite schede pomologiche.  Il confronto prevede il rilievo su di un numero rappresentativo di frutti per singola cultivar in valutazione e seguente elaborazione statistica per l’individuazione delle differenze.

Tempestivo aggiornamento delle Liste di Programmazione varietali regionali con l’inserimento di cultivar che hanno superato la sperimentazione parcellare nel Centro Ricerche e di seguito la valutazione di pieno campo attraverso la sperimentazione estesa sul territorio.

Confronto portinnesti

  • Melo: valutazione di una serie di portinnesti alternativi a M9, particolarmente adatti alle condizioni di reimpianto;
  • Pero: valutazione di portinnesti alternativi ai cotogni e i franchi attualmente diffusi sul territorio;
  • Ciliegio: valutazione di alcuni portinnesti su ciliegio in alternativa a Gisela 5.

Il confronto, comune a tutte le specie, prevede il rilievo su di un numero rappresentativo di alberi prendendo in esame l’attività vegetativa e l’attività produttiva. I dati vengono raccolti e successivamente elaborati statisticamente per l’individuazione delle differenze.

Obiettivi

Le attività di tecnica colturale sono volte all’espletamento delle direttive previste dal PAN che prevede l’utilizzo di metodi e mezzi produttivi e di difesa dalle avversità volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e fertilizzanti, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici. La sperimentazione è condotta attraverso prove mirate ed allestite sulle problematiche evidenziate dai tecnici del coordinamento e dalle aziende agricole. Altre attività sono allestite per la verifica e l’innovazione delle tecniche produttive in ambito di difesa integrata e biologica. Tali attività sono inoltre funzionali all’aggiornamento del disciplinare di produzione integrata rilasciato ogni anno a cura del Settore Fitosanitario e Servizi Tecnico-Scientifici (SFR). Le attività progettuali sono svolte mediante l’impiego razionale di fitofarmaci a basso impatto ambientale, resi disponibili dalla ricerca di settore e dall’applicazione di innovative pratiche colturali.

Lo stretto collegamento con il comparto produttivo garantisce la tempestività della sperimentazione e della divulgazione impedendo il diffondersi di fitopatie e fitofagi, prima che queste diventino un’emergenza fitosanitaria accogliendo l’esigenza di limitare l’impiego dei mezzi chimici.

 Risultati attesi

Nel complesso il progetto II mira a contribuire all’innovazione e alla diffusione di tecniche di difesa integrata e quando possibile biologica.

Valutazione dell’efficacia di strategie di controllo contro la sindrome emergente Glomerella del melo

La presente sperimentazione mira a testare in campo l’efficacia dei principi attivi attualmente disponibili contro i marciumi dei frutti, al fine di identificare soluzioni efficaci e rispettose dell’ambiente e della sostenibilità economica. I risultati saranno cruciali per offrire alle aziende agricole del territorio strategie basate su dati scientifici per la gestione della problematica e per tutelare la stabilità e la redditività del settore melicolo locale.

 Valutazione dell’efficacia di strategie per il contenimento del colpo di fuoco batterico delle pomacee

L’obiettivo dell’attività sperimentale è quello di valutare l’efficacia di strategie alternative alla rimondatura delle parti sintomatiche (rami e branche) e l’estirpo delle piante completamente colpite, da adottare nella fase primaverile su pomacee (pero) mediante l’impiego di prodotti a limitato contenuto di rame in abbinamento ad un prodotto a base di microelementi con l’obiettivo di limitare lo sviluppo della malattia.

Verifica di efficacia di strategia di contenimento nei confronti della cocciniglia emergente Pseudococcus comstocki

L’obiettivo della sperimentazione è quello di individuare nuove strategie di difesa efficaci nei confronti della cocciniglia, a seguito della recente revoca dello spirotetramat, unica sostanza attiva finora in grado di garantire un controllo soddisfacente del fitofago.

La perdita di questo principio attivo mette infatti in seria difficoltà la peschicoltura piemontese, poiché l’insetto, estremamente aggressivo, può compromettere rapidamente l’intera produzione dell’appezzamento.

Nel corso dell’attività verranno quindi valutate differenti strategie di difesa, basate sull’impiego di prodotti anticoccidici utilizzati singolarmente oppure in abbinamento ad adiuvanti, con l’obiettivo di limitare lo sviluppo dell’insetto e ridurre i danni ai frutti.

Valutazione dell’efficacia di nuove strategie per il controllo dell’afide lanigero

Le sperimentazioni condotte nei progetti precedenti mostrano come l’afide si stia adattando ai cambiamenti climatici, con una parte significativa della popolazione che sverna direttamente sulla chioma delle piante senza necessità di migrare verso l’apparato radicale per far fronte alle rigide temperature invernali. Per questo motivo, nel corso della presente attività, si procederà a valutare nuove strategie di contenimento con trattamenti primaverili nella fase di maggior espansione dell’afide in chioma.

Monitoraggio del fitofago Drosophila suzukii nei ceraseti piemontesi

L’attività di monitoraggio è propedeutica alla pianificazione della strategia di difesa contro questo insetto nell’ottica di ottimizzare gli interventi fitosanitari. L’attività di monitoraggio, svolta in continuità con gli anni precedenti, è indispensabile per fornire indicazioni precise e tempestive sul livello di rischio e sul corretto posizionamento degli interventi, con l’obiettivo di ridurli. Negli ultimi anni è stata riscontrata una crescente presenza del fitofago nei ceraseti piemontesi, in particolare su varietà tardive, intaccando la produzione con picchi di danno sino al 30%.  Per il monitoraggio della popolazione, saranno posizionate trappole nei frutteti suscettibili all’attacco di questo moscerino. Sarà condotto il monitoraggio del fitofago Drosophila suzukii in diversi impianti di ciliegio. Gli esiti del monitoraggio saranno resi pubblici in tempo reale, a beneficio di tutti gli interessati, attraverso il sito web di Agrion (https://www.agrion.it/drosophila-suzukii/)

 Valutazione dell’efficacia di nuove strategie di difesa contro i tripidi delle nettarine

La sperimentazione oggetto dell’attività riguarda sia lo studio del miglior timing d’intervento sia la strategia di difesa da impostare nella fase di pre raccolta impiegando prodotti alternativi ai piretroidi e spinosad generalmente utilizzati ma che nel corso degli ultimi anni hanno dimostrato un calo di efficacia.

Obiettivi

Per mantenere alta la competitività sul mercato i produttori sono sempre alla ricerca di nuove varietà caratterizzate da migliori performance produttive e/o dotate di caratteristiche pomologiche in linea con le richieste del mercato. L’introduzione di nuove varietà senza prima aver realizzato delle prove di comparazione può portare all’introduzione di varietà ritenute interessanti ma che non si sposano pienamente con l’areale e la tecnica di coltivazione utilizzata. Per questo il Centro Ricerche per l’Orticoltura, Fragola e Piccoli Frutti di Fondazione Agrion, situato nel Comune di Boves (Cn) programma e realizza attività progettuali focalizzate sul confronto varietale tarato sulle peculiarità delle diverse specie di piccoli frutti. Per il settore orticolo inoltre è indispensabile non solo individuare varietà innovative dal punto di vista pomologico/produttivo ma anche individuare varietà resistenti alle principali patologie che garantiscano elevati standard qualitativi.

Le attività progettuali partono con l’individuazione di nuove selezioni e varietà commercializzati dalle ditte sementiere e dai breeder. La possibilità di sperimentare selezioni non ancora licenziate dai breeder consente di anticiparne la valutazione, ottenere informazioni circa il loro comportamento nei nostri areali di coltivazione prima della loro diffusione sul mercato. I materiali individuati vengono messi a dimora nei rispettivi appezzamenti prova, sottoposti a valutazioni vegeto-produttive-qualitative e di adattamento alle condizioni pedoclimatiche piemontesi al fine di ritenerli validi al rinnovamento e/o ampliamento varietale. Il coinvolgimento di produttori, tecnici e operatori del settore permette invece di ottenere informazioni sul potenziale di mercato dell’accessione e completare il quadro relativo a “punti di forza” e “criticità” dei diversi materiali a confronto con la creazione di apposite “liste di orientamento varietale” relative agli areali piemontesi e rispondenti alle esigenze dei mercati di riferimento.

Fragola e Piccoli Frutti

Le attività progettuali sono svolte interamente presso il Centro Sperimentale di Boves dove in appezzamenti dedicati a fragola e piccoli frutti vengono valutate le diverse accessioni:

  • Fragola

Per la valutazione delle nuove accessioni di fragola unifera ogni anno viene allestito un tunnel di coltivazione che ospita mediamente circa 35-40 varietà e/o selezioni coltivate in pieno campo. Per quanto riguarda la fragola rifiorente vengono mediamente testati 25-30 materiali. A differenza dello screening delle fragole unifere, viene utilizzato un tunnel dove i materiali sono trapiantati in fuori suolo in sacchi di coltivazione in modo da utilizzare la tecnica colturale maggiormente diffusa in regione.

  • Piccoli frutti

Le diverse specie di piccoli frutti sono gestite in appezzamenti dedicati dotati di coperture dalle intemperie e nella maggior parte degli impianti dotati di rete antinsetto per la protezione dagli attacchi del moscerino dagli occhi rossi (Drosophila suzukii). Per il mirtillo sono presenti in collezione oltre 50 materiali. Nel 2025 sono state inserite in valutazione quattro varietà e due selezioni provenienti da programmi di miglioramento genetico polacco e cileno. Per riuscire ad ottenere rapidamente riscontri e valutazione del comportamento dei nuovi materiali i trapianti sono stati eseguiti in vaso che consente un’entrata in produzione più rapida rispetto al pieno campo.

Le varietà di lampone sono gestite separatamente in funzione della tipologia di produzione e contano 15 materiali tra parcelle in suolo e in fuori suolo e l’introduzione nel 2026 di due nuove selezioni di lampone rifiorente. Anche la mora di rovo vedrà l’ingresso di due nuovi materiali uno di origine italiana ed un secondo proveniente da un programma di miglioramento inglese.

Ortaggi

Considerando le esigenze particolari delle diverse specie oggetto di confronto e le condizioni pedoclimatiche che caratterizzano i diversi areali piemontesi, le verifiche sono condotte, in parte, presso il Centro Ricerche per l’Orticoltura di Boves (per quanto riguarda lo screening varietale patata) ed in parte presso aziende di riferimento. Trattandosi di specie annuali con attività di sviluppo svolte dalle ditte sementiere il numero di accessioni da valutare annualmente varia in funzione dell’avanzamento dei progetti di ricerca delle ditte.  Mediamente vengono posti in sperimentazione circa 20 varietà/selezioni di patata, 10 accessioni di pomodoro cuor di bue, 20-25 materiali di peperone ibrido mezzo lungo. A partire dal 2026 verrà avviata una nuova prova dedicata all’osservazione di varietà di pomodoro da industria.

Risultati attesi

I risultati sono l’aggiornamento delle Liste di Programmazione varietali regionali con l’inserimento di cultivar che hanno superato la sperimentazione parcellare nel Centro Ricerche e di seguito la valutazione di pieno campo attraverso la sperimentazione estesa sul territorio.

Obiettivi

La sperimentazione realizzata nell’ambito di questo progetto prevede l’allestimento di prove mirate in risposta alle problematiche evidenziate dai tecnici afferenti al coordinamento, dai produttori o sulla base delle innovazioni. Le attività sono volte a soddisfare le direttive del PAN che prevede l’impiego di metodi e mezzi produttivi e di difesa dalle avversità, che puntino ad ottenere una riduzione dell’uso di sostanze chimiche di sintesi e alla razionalizzazione della fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici

Le attività realizzate nell’ambito di questo progetto possono essere inoltre funzionali all’aggiornamento delle tecniche produttive del disciplinare che il SFR rilascia con le norme di produzione integrata nonché l’aggiornamento delle linee tecniche valide per l’agricoltura biologica. Il collegamento a doppio flusso con il comparto produttivo permette di trasferire agevolmente alla base produttiva quanto scaturisce dalle prove realizzate.

Risultati attesi

Con le attività di ricerca si intende valutare le potenzialità di nuovi sistemi di coltivazione nell’ottica di massimizzare le produzioni delle specie coinvolte e migliorare lo stato fitosanitario delle colture ricercando la miglior combinazione di innesto. Il monitoraggio della Drosofila, i cui risultati resi disponibili in tempo reale a tutti gli interessati attraverso il sito web di Agrion (https://www.agrion.it/drosophila-suzukii/), permettono di elaborare un consiglio tecnico modulato sulla reale presenza del fitofago con la programmazione di eventuali interventi fitosanitari nei periodi di maggior rischio per le produzioni.

Mirtillo coltivato in vaso, monitoraggio dei consumi di acqua. Prova di epoca di potatura differenziata

Il mirtillo è stato e continua ad essere al centro dell’interesse di molti produttori come testimoniano le superfici occupate dalla coltura (670 ettari) che fanno del Piemonte il principale polo produttivo italiano. La coltivazione in Piemonte è quasi esclusivamente realizzata in pieno campo ma è vivo l’interesse per un possibile sviluppo della coltura con la tecnica del fuori suolo.

Il mirtillo è una specie gestita in potatura durante il periodo invernale ma la recente necessità di favorire una miglior maturazione del legno ha portato a ipotizzare un anticipo delle potature al termine delle raccolte. La prova sarà realizzata su piante in vaso di una selezione di Duke e in pieno campo coinvolgendo quattro varietà con differente epoca di maturazione. Per le piante in vaso avendo a disposizione dieci piante, cinque sono state potate al termine della raccolta altrettante verranno gestite con la normale tecnica di potatura invernale. Per le piante in suolo in considerazione delle dimensioni delle parcelle (5 piante) due sono state potate a fine raccolta e tre saranno gestite con la consueta potatura invernale. Durante il ciclo produttivo si andranno a valutare eventuali influenze sul comportamento delle piante.

Confronto coltivazione mirtillo in vaso sotto rete antigrandine e sotto pannelli fotovoltaici

La possibilità di realizzare impianti agrivoltaici coinvolge molte specie vegetali e l’interesse per i produttori di poter abbinare alle coltivazioni la produzione di energia elettrica se da un lato può rappresentare un’opportunità di integrazione di reddito dall’altra deve essere ponderata sulla base del comportamento delle piante collocate sotto le strutture. Per questo, presso il centro ricerche di Manta, è stato installato un impianto destinato all’agrivoltaico prendendo in considerazione la coltura del mirtillo. Dopo la conclusione delle attività del 2025 si è proceduto a rinnovare l’impianto e ad aumentare il numero di vasi collocati sotto la struttura. La varietà impiegata è la Duke trapiantata su substrato specifico per mirtilli in vaso da 50 litri. Il monitoraggio delle piante durante l’intero ciclo produttivo con la registrazione dei dati relativi al comportamento vegeto-produttivo permetterà nel tempo di valutare l’influenza generata dalla copertura sulle piante evidenziando i vantaggi e le criticità dalla coltivazione sotto i pannelli fotovoltaici.

Valutazione di diverse combinazioni di innesto su pomodoro cuor di bue

In taluni ambiti orticoli e principalmente su pomodoro cuor di bue vengono utilizzati i portinnesti con l’obiettivo di fornire maggior spinta alle piante e sfruttare i pacchetti di resistenze ai principali patogeni tellurici. Nella scelta del portinnesto è indispensabile ottenere il binomio nesto-portinnesto che permetta di raggiungere il miglior comportamento vegeto-produttivo. Le attività di screening realizzate annualmente dalla Fondazione, hanno permesso di individuare e introdurre in coltivazione una varietà innovativa. Nell’ottica di quanto indicato in premessa di ottenere il miglior connubio varietà-portinnesto è stata avviata un’attività di screening di portinnesti. Le prove prevedono la messa a dimora di portinnesti in affiancamento alla prova di screening varietale ed una valutazione improntata principalmente sul monitoraggio delle produzioni raccolte, sviluppo e sanità delle piante. 

Confronto tra la forma di allevamento a due e tre branche in pomodoro cuor di bue

La gestione del pomodoro cuor di bue è passata negli anni dall’allevamento di piante mono-caule non innestate ed innestate con l’allevamento di due branche. La disponibilità di nuove varietà e portinnesti maggiormente vigorosi potrebbe consentire di incrementare ulteriormente il numero di branche ottenendo benefici a livello di produzione per unità di superficie. La sperimentazione svolta nel 2024 ha messo in luce le buone performance produttive raggiungibili con la forma di allevamento a tre assi confermate nel corso del 2025. Nel 2026 la prova verrà nuovamente allestita con l’obiettivo di confermare i dati ottenuti.

Monitoraggio delle popolazioni di Drosophila suzukii

Il moscerino dagli occhi rossi continua ad essere un fitofago di difficile gestione per i produttori di fragola e piccoli frutti soprattutto in annate caratterizzate da andamento climatico favorevole. I danni causati dell’insetto variano tra il 5% e il 20% in mirtillo precoce, fragola unifera e lampone unifero si fanno più ingenti su mirtillo medio-tardivo, mora di rovo, fragola e lampone rifiorenti. Nelle situazioni e annate più critiche, possono superare il 50%, mettendo a rischio una delle filiere con le più interessanti prospettive di mercato. In attesa che i rilasci del parassitoide avviati nel corso del 2022 possano essere di aiuto nel contenimento delle pullulazioni del fitofago il costante e continuo monitoraggio delle popolazioni nei principali areali di coltivazione permette di informare i tecnici operanti sul territorio del potenziale rischio di danni alle coltivazioni e l’attivazione delle tecniche di difesa attiva con barriere fisiche per il contenimento del moscerino.

 

Obiettivi

L’obiettivo generale è quello di fornire utili indicazioni sulla qualità di nuove varietà o selezioni rese disponibili dalla filiera vivaistica che potrebbero essere utilizzati per arricchire il paniere varietale con materiali di elevata qualità generale idonei alla diffusione sul territorio piemontese. Le attività del progetto vengono svolte nel Centro Ricerca corilicola di Fondazione Agrion, situato nel Comune di Cravanzana (Cn).

Al fine di implementare il “pool varietale e clonale” presente in Piemonte, si continuerà ad effettuare un’esplorazione mediante ricerca bibliografica e contatti diretti con centri di ricerca internazionali che operano attivamente per il miglioramento genetico del nocciolo. Si valuteranno nuovi materiali oltre quelli già messi a dimora e provenienti dalle Università dell’Oregon (Tonda Pacifica, McDonald, Sacajawea, Yamhill e Wepster), di Perugia (Tonda Francescana) e di Torino (Cloni di Tonda Gentile: UNITO-AD 17, UNITO–MT5, UNITO-MT4 e UNITO-PD6).

Durante la fase di allevamento (fino al 4°-5°anno), non essendo ancora produttive verranno eseguiti esclusivamente rilievi sullo sviluppo vegetativo (altezza e diametro fusto), si valuteranno le fallanze e verranno conteggiati i ricacci basali emessi da ciascuna varietà. Per quando riguarda la compilazione delle schede UPOV si effettueranno i rilievi fenologici fino all’entrata in produzione delle piante (dopo il 5° anno di età). Scopo della sperimentazione è quello di valutare, rispetto a TG standard, l’adattabilità dei nuovi materiali e le loro potenzialità migliorative rispetto allo standard.

I costi di spollonatura sono tra i più elevati nella gestione di un corileto. Disporre di portinnesti non polloniferi rappresenta una soluzione ideale per questo problema. Presso il centro di ricerca di Cravanzana si valuterà il portinnesto Corylus colurna innestato con TGT.

Come portinnesto, il Colurna, oltre alla totale assenza di polloni, presente una buona vigoria e una interessante rusticità generale (minor sensibilità alla siccità) il che lo rende molto interessante in funzione dell’adattamento alle mutate condizioni climatiche in corso. Inoltre, il materiale già innestato risulta maggiormente disponibile presso i vivai rispetto ad altre selezioni come il Dundee (non reperibile presso i vivaisti piemontesi) che è da innestare successivamente all’acquisto e messa a dimora. Ciò permetterà, negli anni successivi, di valutare l’affinità tra portinnesto e innesto, la forma di allevamento, la produttività ad ettaro e il comportamento vegeto-produttivo. A tale scopo proseguirà, oltre all’eventuale rispristino delle fallanze ed alla piantumazione di nuove piante innestate, il confronto sulle piante messe a dimora di TGT innestate con le parcelle di TGT come ecotipo standard piantumate nel 2022.

L’obiettivo dell’attività, volto a rendere il sistema produttivo più economico e al tempo stesso più sostenibile a livello ambientale, è di sperimentare in pieno campo nell’areale rappresentativo della corilicoltura e in quelli di nuova espansione, varietà non pollonifere per ottenere un noccioleto in cui la gestione del suolo sia interamente meccanizzata e non sia necessario ricorrere a diserbo e spollonatura tradizionale.

Risultati attesi

I risultati attesi sono:

  • l’individuazione del migliore clone di TGT in merito ad adattabilità e produttività nei diversi areali di coltivazione;
  • la valutazione delle performance vegeto-produttive delle recenti varietà in prova e la verifica del comportamento dei portinnesti non polloniferi.

Obiettivi

La gestione del corileto è un aspetto estremamente importante per garantire la salubrità delle piante ed avere produzioni di qualità, al fine di prevenire e contenere problematiche sia fitopatologiche sia dovute a stress collegati ai cambiamenti climatici. A tal fine si vuole valutare come una corretta gestione dell’inerbimento controllato e dei residui di potatura possano espletare effetti migliorativi nei corileti piemontesi.

Gestione del corileto con inerbimento controllato

L’inerbimento è la tecnica contrapposta alle lavorazioni meccaniche e alla gestione chimica che lasciano il terreno nudo ed esposto ad agenti atmosferici che favoriscono l’erosione, l’impoverimento di sostanza organica e la riduzione della vita microbica negli strati superficiali; tale tecnica risulta ad oggi attuabile grazie anche alle nuove macchine per la raccolta più performanti. Nella sede di Cravanzana si valuteranno alcuni miscugli erbacei, da seminare nell’interfila dei corileti, per favorire il controllo delle erbe infestanti, migliorare l’efficienza dei nutrienti, ridurre i fenomeni di compattamento superficiale, preservare il contenuto di sostanza organica, favorire la penetrazione delle acque e mitigare gli eccessi termici negli strati superficiali esplorati dalle radici.

Gestione dei residui di potatura

Le difficoltà nel gestire i residui di potatura, dovute alle limitazioni vigenti riguardanti il divieto d’abbruciamento che coincide con le epoche di potatura del nocciolo, unitamente al fatto che il mantenimento di questo materiale negli appezzamenti può fungere da serbatoio per diverse patologie ed avversità, oltre ad arrecare disagio alle attività di gestione del corileto, per ovviare a queste problematiche risulta interessante valutare l’utilizzo di una macchina cippatrice che sminuzza i residui di potatura per permettere le normali pratiche agronomiche e di difesa senza intralci, eliminare le possibili forme di inoculo e ridurre il costo di gestione di quantitativi elevati del materiale potato.

Risultati attesi

La valutazione della resistenza al calpestio, velocità di copertura e miglioramento della fertilità del suolo mediante l’ausilio dell’inerbimento controllato e i diversi effetti della cippatura, sia per quanto riguarda la degradazione in campo del materiale cippato sia della presenza di tali residui in raccolta.

Obiettivi

L’innovazione varietale viticola si è arricchita di nuovi materiali; ibridi interspecifici resistenti a peronospora e oidio licenziati dall’Istituto di genomica Applicata e dall’Università di Udine ed edite da VCR – Vivai Rauscedo. La Fondazione coordina la rete dei siti sperimentali piemontesi su queste varietà resistenti finalizzata alla raccolta dati e al giudizio di adattabilità agronomica agli areali piemontesi e all’attitudine alla vinificazione; il gruppo operativo comprende, oltre alla Fondazione, l’Istituto Umberto I di Alba e il DISAFA Università di Torino.

Dal 2024 sono stati messi a disposizione i primi materiali con Nebbiolo come genitore europeo; le loro gemme sono state sovrainnestate su una delle varietà precedentemente escluse dalla sperimentazione. Nel 2025 sono quindi iniziati i primi rilievi vegetativi: il sovrainnesto, infatti, consente di anticipare di circa due anni l’entrata in piena produzione rispetto all’impianto di nuove barbatelle.

La stessa tecnica è stata applicata nel 2025 anche a due incroci con parentale Chardonnay, sovrainnestati su altre varietà che negli anni sono state escluse dal progetto. In questo modo si ottiene un duplice risultato: accelerare l’entrata in produzione delle nuove selezioni ed eliminare le varietà ritenute non idonee. Di conseguenza, nel 2026 inizieranno i primi rilievi vegetativi anche per queste due nuove varietà.

Sempre nel 2026 entreranno inoltre in piena produzione alcuni ibridi impiantati nel 2022 nel secondo impianto sperimentale presso il Centro Sperimentale Vitivinicolo. Su queste piante verranno avviati anche i rilievi produttivi, insieme alle prime vinificazioni e alla conseguente valutazione enologica dei materiali.

Nel 2026 inoltre verrà ampliato ulteriormente il numero dei vitigni presenti, aggiungendo materiale proveniente dalla Fondazione Edmund Mach: si tratta di 4 cloni, due già registrati sul Registro Nazionale, Palma e Charvir, e altri due con parentale Chardonnay, indicati dalla sigla P140 e P154, e alcuni incroci con parentale Nebbiolo. In questo primo anno si provvederà all’impianto e all’allevamento delle barbatelle.

La Fondazione Agrion effettuerà le microvinificazioni presso la propria cantina sperimentale, struttura messa a disposizione del gruppo di lavoro: come negli anni passati saranno vinificate nel centro anche le uve provenienti da Alice Castello, consentendo di svolgere le relative valutazioni enologiche su vini omogenei dal punto di vista del protocollo di vinificazione.

Risultati attesi

La valutazione del comportamento agronomico e l’attitudine alla vinificazione dei nuovi materiali.

Obiettivi

È ormai universalmente riconosciuto che l’utilizzo di materiale di moltiplicazione selezionato rappresenti il punto di partenza irrinunciabile per l’impianto dei nuovi vigneti. Solo grazie ad esso, infatti, gli impianti potranno garantire nel tempo produzioni caratterizzate da elevati standard qualitativi con minori costi di gestione.

Per le cultivar nazionali ed internazionali di larga diffusione la disponibilità di cloni selezionati è elevata, mentre per molte cultivar a diffusione regionale e locale è decisamente più limitata. Sono stati quindi valutati 12 cloni di Dolcetto selezionati con il progetto CLONVIT e impiantati nel 2016 presso il vigneto della Fondazione Agrion per promuoverne la diffusione sul territorio.

Grazie ai dati produttivi e qualitativi raccolti negli anni della prova, la Fondazione Agrion ha potuto individuare i cloni più promettenti dal punto di vista sia viticolo che enologico, con l’obiettivo di predisporre il materiale per l’impianto di un vigneto sperimentale di valutazione di secondo livello, al fine di aumentare il numero di piante disponibili. Questo permetterà di ottenere anche dati derivanti dalle vinificazioni dei diversi cloni, finora non realizzabili a causa del numero limitato di viti a disposizione.

Nell’inverno 2025 era prevista la raccolta delle gemme destinate alla moltiplicazione, ma a causa di un attacco tardivo di oidio che ha intaccato la qualità del legno non è stato possibile effettuare questa operazione; sarà quindi necessario attendere l’inverno 2026/2027 per procedere con il prelievo del materiale.

Le viti dei cloni selezionati per la moltiplicazione sono state sottoposte a test sierologico ELISA per verificare l’assenza di virosi; durante la stagione estiva verranno inoltre analizzate mediante test molecolare PCR, al fine di escludere la presenza di fitoplasmi responsabili dei giallumi della vite. In questo modo sarà possibile moltiplicare esclusivamente gli esemplari risultati sani da entrambe le verifiche.

Le gemme ottenute dalla potatura dei cloni selezionati verranno quindi preparate per l’innesto e la successiva radicazione, così da ottenere nuove barbatelle da utilizzare per l’impianto del vigneto su cui proseguire la sperimentazione.

Nel corso del 2026 il vigneto verrà quindi gestito con particolare attenzione sotto il profilo agronomico e sanitario, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di tralci sani e di gemme ben formate e vigorose, idonee a essere utilizzate successivamente nelle operazioni di moltiplicazione.

Risultati attesi

Verifica dello stato sanitario delle viti destinate al prelievo e successiva raccolta delle gemme da utilizzare per la moltiplicazione.

Obiettivi

Il suolo è una risorsa fondamentale, che non solo permette la produzione di cibo, energia e materie prime, ma fornisce numerosi servizi ecosistemici. I vigneti piemontesi sono fortemente soggetti a fenomeni di degradazione del suolo a causa della viticoltura prevalentemente collinare.

Grazie a questa attività si vogliono documentare le problematiche e i benefici che diverse gestioni del suolo inducono sulla salute dello stesso e sulla fisiologia della pianta al fine di migliorare la consapevolezza degli agricoltori e per individuare nuove tecniche di gestione sostenibile.

Sono strettamente collegati all’erosione altri fenomeni di degrado del suolo quali il declino di sostanza organica ed il compattamento del suolo, anch’esse tra le maggiori minacce per lo stato del suolo in Europa. Questi fenomeni hanno a loro volta un rilevante impatto sui servizi ecosistemici del vigneto, sulla qualità e fertilità del suolo e sulla disponibilità di risorse idriche, e quindi possono incidere negativamente sulla qualità e quantità della produzione.

Per quanto riguarda il ruscellamento e l’erosione, da quasi 30 anni Agrion raccoglie i dati dei macroplot, con una struttura di raccolta che prevede la separazione idraulica delle parcelle sperimentali tramite fossati, la raccolta delle acque di ruscellamento attraverso un fossetto in muratura e vasconi di raccolta, seguiti da misurazione tramite basculanti e ulteriore raccolta delle acque per il campionamento. Da 5 anni, cioè durante i tre anni del progetto IN GEST-SOIL e i due di ARA SUOLO 24-25, è stato messo a confronto con un monitoraggio basato su microplot, di più facile attuazione. 

Nel 2026 il monitoraggio attraverso macroplot è parte del progetto SUSTA-IN VINE (SRG01), mentre la presente attività prevede la raccolta dei dati dei microplot. L’utilizzo dei microplot permette di avere un monitoraggio del deflusso ed erosione in occasione di eventi piovosi su due diverse gestioni del suolo, lavorato ed inerbito, ma con una struttura più veloce ed economica da installare, e quindi facilmente replicabile anche in realtà diverse dal Centro Sperimentale Agrion di Carpeneto. La misura con microplot di dimensioni ridotte (30-40 m2) associata alle misure su parcelle a scala di vigneto (1220 m2) permette di valutare l’effetto di scala e validare i dati raccolti su scala spaziale inferiore, al fine di rendere attendibili installazioni di questo tipo sia con fine sperimentale (con diverse gestioni o condizioni di gestione del vigneto, del suolo e topografiche) ma anche a scopo formativo e dimostrativo, per aumentare la consapevolezza dei viticoltori rispetto a questi aspetti.

Risultati attesi

Migliorare la gestione del terreno nei vigneti al fine di preservare la fertilità del suolo e al contempo limitare i fenomeni erosivi, e diffondere la cultura della protezione del suolo presso i viticoltori Piemontesi. 

Divulgazione e diffusione dei risultati

La divulgazione darà risalto alle attività e sarà funzionale a veicolare contenuti in linea con i valori e gli obiettivi del progetto. 

Saranno individuate piattaforme strategiche per la diffusione dei contenuti e la realizzazione di un format grafico d’impatto e immediato permetterà un’identità visiva coerente e riconoscibile, capace di rafforzare il messaggio e stimolare l’interesse verso il progetto. Avrà un ruolo essenziale il monitoraggio costante delle performance per strutturare strategie nuove e più efficaci. 

I risultati della sperimentazione saranno inoltre presentati partecipando a numerosi eventi divulgativi, di promozione e informazione organizzati sul territorio regionale e nazionale.

Al fine di divulgare i risultati sulle recenti sperimentazioni e le tecniche agronomiche utili a mettere in atto una frutticoltura, orticoltura, corilicoltura e viticoltura sostenibile, saranno pubblicati specifici manuali contenti gli ultimi aggiornamenti in materia di tecnica colturale e pratiche agronomiche. I manuali verranno distribuiti gratuitamente su tutto il territorio al fine di informare l’intera filiera produttiva sulle tecniche consolidate o sperimentate negli ultimi anni per il contenimento delle principali avversità, per le novità in materia di innovazione varietale e per le principali tecniche per migliorare la sostenibilità delle produzioni. (https://www.agrion.it/consulta-la-guida/)

I risultati degli studi condotti nell’ambito del progetto Agrion Ricerca in Agricoltura – 2026 come sopra indicati saranno pubblicati indicativamente entro il 31 marzo 2027 sulla suddetta pagina e saranno consultabili gratuitamente per le imprese e per gli operatori del settore interessati.