Drosophila suzukii

CHI È? E’ un dittero originario del sud-est asiatico, segnalato in Piemonte nel 2010. Comunemente conosciuto come “moscerino dei piccoli frutti”, è un organismo nocivo, estremamente polifago con più di cento piante ospite. Provoca danni economicamente significativi soprattutto su lampone, rovo, mirtillo, fragola, uva, drupacee (in particolare ciliegio) ed è presente anche su piante spontanee quali: sambuco, rovo selvatico, gelso, corniolo, caprifoglio.

COM’È FATTO? L’adulto di color bruno chiaro misura c.a. 3 mm di lunghezza. Il maschio presenta due macchie nere sul bordo posteriore delle ali, mentre la femmina possiede, nella parte terminale dell’addome, un marcato e robusto ovopositore fortemente seghettato.

COME MAI È DANNOSO? A differenza di altri drosofilidi, D. suzukii può ovideporre e svilupparsi sui frutti sani in maturazione, ancora pendenti sulla pianta. I danni sono causati dalle femmine che perforano l’epidermide dei frutti prossimi alla maturazione per ovideporre e dalle larve che si sviluppano all’interno. I frutti colpiti perdono di consistenza e appaiono avvizziti mentre i tessuti interni vanno incontro a marcescenza anche a causa dei successivi attacchi fungini o batterici. Dai fori di ovideposizione fuoriescono succhi attrattivi per altri insetti.

CICLO BIOLOGICO o RIPRODUZIONE: Il ciclo è rapido ed è in grado di compiere numerose generazioni l’anno, in funzione dall’andamento climatico. In condizioni ottimali: temperature comprese tra 22 e 24 °C, elevata umidità e ombreggiamento può completare il ciclo in 1-2 settimane.

AREE E SPECIE INTERESSATE IN PIEMONTE: In merito alle aree e specie interessate in Piemonte, al seguente link si può raggiungere la DD 27 Ottobre 2017, n. 1063, Definizione delle aree a rischio di gravi danni al potenziale produttivo frutticolo causati dalla presenza dell’organismo nocivo Drosophila suzukii.

IL MONITORAGGIO: Il monitoraggio della popolazione degli adulti di D. suzukii viene effettuato mediante trappole artigianali, costituite da bottiglie di plastica alle quali vengono praticati, sui lati, una dozzina di fori del diametro c.a. di 0,5 mm, contenenti 250 ml di attrattivo (composto da: aceto di mele, vino rosso e zucchero di canna). Le letture vengono effettuato settimanalmente, in modo da intercettarne l’arrivo in frutteto e valutare i periodi più idonei per posizionare le reti di protezione o effettuare i trattamenti abbattenti.

LA DIFESA: La difesa risulta molto complessa in quanto le uova vengono deposte all’interno dei frutti sani durante le fasi finali della maturazione e le larve svolgono il loro ciclo completamente riparate all’interno della polpa del frutto. Per questo motivo la lotta è rivolta a contrastare la presenza degli adulti e a proteggere il frutto in prossimità della raccolta.

La prevenzione si basa principalmente sull’adozione di tecniche agronomiche volte a per creare condizioni sfavorevoli allo sviluppo dell’insetto e ridurne il potenziale di infestazione. L’aumento dei sesti di impianto reduce l’ombreggiamento e favorisce l’arieggiamento della vegetazione; una corretta gestione della potatura rende più agevole la raccolta evitando di dimenticare frutti sovramaturi in pianta che si trasformerebbero in attrattivo per D. suzukii. Per lo stesso motivo gli scarti non devono essere gettati a terra, ma raccolti in sacchi di polietilene trasparente e, ben chiusi, sottoposti a solarizzazione.

In casi di elevata presenza si può ricorrere all’impiego di barriere fisiche che impediscono il contatto di D. suzukii con la pianta o il suo ingresso negli appezzamenti e che attualmente è il metodo di contenimento più efficace. Dalle prove effettuate in pieno campo, è emerso che si ottengono ottimi risultati anche con reti a tessitura rettangolare con aperture di poco superiori a 1 mm2.

I trattamenti insetticidi possono diminuire temporaneamente il livello di popolazione ma devono essere utilizzati in combinazione e non in sostituzione ad altri metodi di lotta. La persistenza è limitata nel tempo e il posizionamento va valutato in funzione del numero di adulti presenti, al livello di maturazione del frutto e all’andamento climatico.

E LA LOTTA BIOLOGICA? Una soluzione a impatto ambientale zero, che può venire in aiuto agli altri metodi di difesa, è dato dall’impiego di un agente di controllo biologico specifico, che rappresenta un valido strumento di contenimento, efficace per ridurre le popolazioni del fitofago a livello territoriale, riducendo al contempo il ricorso alla difesa chimica. In tal senso la Fondazione Edmund Mach (FEM) di Trento, ha sviluppato di recente uno specifico studio del rischio e della potenzialità associati all’immissione in natura del microimenottero Ganaspis brasiliensis, in qualità di Agente di Controllo Biologico del Moscerino dei piccoli frutti (D. suzukii).

A questa iniziativa hanno aderito le Regioni Campania, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Emilia-Romagna e Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano.

LE AZIONI MESSE IN CAMPO DA AGRION

Ad oggi, la ricerca di Agrion ha dimostrato che la strategia di difesa più efficace è di natura preventiva: nello specifico si tratta di creare condizioni sfavorevoli allo sviluppo dell’insetto al fine di ridurne il potenziale di infestazione. Gli interventi di difesa nei confronti della Drosophila suzukii si basano, quindi, su un approccio integrato che comprenda, oltre alla continua attività di monitoraggio, l’adozione di vari accorgimenti (corrette pratiche agronomiche, cattura massale con trappole alimentari, ricerca di antagonisti naturali, reti anti insetto).

MONITORAGGIO SETTIMANALE DROSOPHILA SUZUKII

  • MONITORAGGIO CATTURE PICCOLI FRUTTI

 

  • MONITORAGGIO CATTURE CILIEGIO

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