SOS-FRUTTI 2026

Strategie sostenibili per la gestione di Afide lanigero del melo (Eriosoma lanigerum) del melo, Forficula auricularia del pesco, Psilla vettrice degli Scopazzi del melo e Tignola del pomodoro (Tuta absoluta) che minacciano la produzione frutticola piemontese
SOS-FRUTTI 2026

PARTNER: UNITO-DISAFA, Fondazione Agrion

ENTE FINAZIATORE: Regione Piemonte

DURATA: Gennaio 2026 – Dicembre 2026

Afide lanigero del melo (Eriosoma lanigerum)

L’afide lanigero Eriosoma lanigerum rappresenta una delle principali minacce responsabili di danni economicamente rilevabili rispettivamente su melo, non solo in Piemonte ma anche in altre regioni del Nord Italia. L’attuale quadro regolatorio pone in evidenza la scarsità di strumenti utilizzabili contro il fitomizo, situazione compromessa anche dai cambiamenti climatici in atto che, a causa di inverni sempre più miti, ne hanno favorito la diffusione e modificato il ciclo biologico. L’afide lanigero è stato ed è, a tutt’oggi, un fitofago di difficile gestione e contenimento nei meleti piemontesi. Si propone innanzitutto uno approfondimento sulla biologia dell’insetto e lo sviluppo di un modello matematico idoneo a prevenire le infestazioni. In particolare, portinnesti tolleranti/resistenti al fitofago (serie Geneva) che sono stati studiati e testati in territorio americano, areale di origine del lanigero. S’intende quindi validare la loro tolleranza/resistenza anche sul territorio piemontese.

Forficula auricularia del pesco

Forficula auricularia rappresenta una criticità limitante per la coltura del pesco e negli ultimi anni i danni sulle produzioni sono stati crescenti e problematici per la reddittività delle aziende agricole. Oltre al necessario monitoraggio territoriale che risulta fondamentale per definire il timing ottimale d’impiego s’intende proporre nel progetto un’attività specifica di lotta con nematodi entonomopatoigeni da utilizzare nelle trappole di cartone che possono essere impiegate sia per il monitoraggio sia per la cattura messale dell’insetto.

Psilla vettrice degli Scopazzi del melo

La problematica degli “Scopazzi del melo” è in significativo aumento in Piemonte. Cacopsylla melanoneura rappresenta il principale insetto vettore in Piemonte. L’insetto inizia il volo nel mese di febbraio e il picco si realizza intorno all’inizio/metà marzo a seconda dell’annata. Il numero di psille rilevate dai monitoraggi non ha mai evidenziato una presenza numericamente abbondante di individui. Tuttavia, la diffusione della problematica è preoccupante. L’attività che s’intende proporre è quella di monitoraggio del volo della Psilla a livello territoriale, la valutazione della presenza della Cacopsylla picta ad oggi non segnalata ancora in Piemonte ma presente in altri areali e infine la comprensione della percentuale d’insetti infetti all’interno delle trappole di monitoraggio.

Tignola del pomodoro (Tuta absoluta)

Nel corso degli ultimi anni le infestazioni della tignola del pomodoro sono comparse in anticipo e caratterizzate da un incremento delle popolazioni con conseguente aumento dei danni a carico delle bacche in maturazione. L’insetto è originario del centro-sud America segnalato in Piemonte nel 2009. Attacca principalmente il pomodoro ma può infestare anche altre solanacee coltivate (patata, melanzana, peperone) o spontanee (erba morella). I danni sono provocati dalle larve che scavano mine tra le due epidermidi della foglia. Inizialmente hanno in andamento serpentiforme successivamente assumono aspetto chiazzato. In caso di forti attacchi si può avere la distruzione dell’intero apparato fogliare. Sul fusto vengono scavate gallerie che compromettono la stabilità della pianta. Particolarmente temuto il danno sui frutti. Qui la penetrazione avviene tendenzialmente nella zona del peduncolo e l’attività trofica prosegue con la formazione di gallerie superficiali all’interno delle bacche che possono andare incontro a cascola. Il controllo delle infestazioni è difficile ed oneroso.

La difesa si basa sul posizionamento preventivo nei tunnel della confusione sessuale che permette un disorientamento dei maschi, il rilascio di ausiliari come il Macrolophus pygmaeus ed il ricorso a trattamenti con diversi insetticidi.

  • L’osservazione precoce della presenza dell’insetto nei pressi dei tunnel di coltivazione potrebbe permettere di anticipare le azioni di contenimento prima di osservare i danni in pianta.
  • Come per altri fitofagi una possibile strategia di contenimento può essere rappresentata dall’esclusione del fitofago dagli ambienti di coltivazione. Per questo l’impiego di reti con una magliatura più fitta rispetto a quelle impiegate per il contenimento degli impollinatori potrebbe agevolare i produttori nella gestione delle popolazioni della tignola.
  • Recentemente si sono diffuse trappole luminose per la cattura massale che potrebbero concorrere a ridurre ulteriormente il quantitativo di insetti presenti all’interno del tunnel evitando o riducendo il ricorso alle applicazioni insetticide.

L’attività prevede l’installazione presso un’azienda di riferimento di una trappola di monitoraggio delle popolazioni e l’allestimento di tre tunnel di coltivazione del pomodoro caratterizzati da una diversa gestione. All’interno dei tunnel si prevede di eseguire un monitoraggio settimanale per l’osservazione di eventuali danni sulla vegetazione dei tre tunnel considerati.

RISULTATI ATTESI

Con questo progetto si attende di arrivare a meglio comprendere il comportamento dei fitofagi coinvolti e individuare soluzioni pratiche per la loro gestione e contenimento.

DIFFUSIONE DEI RISULTATI

I dati raccolti durante le attività progettuali saranno elaborati e i risultati progettuali saranno pubblicati al termine delle attività (indicativamente MARZO 2027) sulla suddetta pagina e saranno consultabili gratuitamente per le imprese e per gli operatori del settore interessati.

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