SELEVIT 2026

Miglioramento della qualità del materiale vivaistico della vite e selezione di nuovi genotipi tolleranti agli stress ambientali – SELEVIT 4

PARTNER: Settore Fitosanitario e Servizi Tecnico Scientifici della Regione Piemonte, Settore Produzioni Agrarie e Zootecniche, CNR-IPSP, Fondazione Agrion

ENTE FINAZIATORE: Regione Piemonte

DURATA: Gennaio 2026 – Dicembre 2026

Gli standard qualitativi elevati che ha raggiunto la viticoltura piemontese sono merito anche della ricerca in ambito di miglioramento genetico ed in particolare della selezione clonale volta ad identificare cloni di varietà di vitigni autoctoni capaci di produrre rispondendo al meglio alle esigenze produttive e del mercato. Le attività si articolano in diversi pacchetti, di seguito descritti.

Embriogenesi somatica

Le ricerche condotte dai ricercatori del CNR-IPSP nell’ambito del miglioramento genetico della vite sono proseguite in questi anni con la selezione di somacloni di Nebbiolo CVT185 e di portinnesto 110 R ottenuti in laboratorio attraverso l’embriogenesi somatica. Mediante questo processo è stato possibile ottenere del materiale dotato di una maggiore resistenza agli stress abiotici in linea con gli effetti sempre più impattanti dei cambiamenti climatici. Dopo alcuni test in condizioni controllate si è proceduto nel 2023 a mettere a dimora in vigneto i portinnesti mutati di 110R presso la sede di Carpeneto della Fondazione Agrion (Tenuta Cannona) e a collocare presso il Ce.pre.ma.vi i somacloni di Nebbiolo.

Nel corso del biennio 2023-2024, sono stati ottenuti dai ricercatori del CNR-IPSP i primi dati sul comportamento in campo dei portinnesti mutati, che evidenziano una maggiore tolleranza allo stress idrico rispetto alle linee non mutate. Nel 2024 l’impianto dei portinnesti situato a Carpeneto è stato ampliato con nuove linee ottenute da 110R e Vitis rupestris. Nel 2026 è previsto un ulteriore ampliamento del disegno sperimentale, con l’impianto di nuove linee clonali ritenute ancora più performanti, per un totale di circa 100 piante.

Tecniche di mitigazione in vigneto

All’interno progetto, si vuole anche verificare l’impiego del caolino in vigneto come tecnica di pronta applicazione per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Si tratta di un formulato in polvere che si contraddistingue per un elevato potere riflettente. In diversi studi è riportata una diminuzione dei danni da scottature su foglie e grappoli in seguito alla sua applicazione nei momenti di maggiore stress estivo. Gli effetti sull’utilizzo di questo ammendante non sono concordi nei vari studi pubblicati: a risultati positivi come un miglior utilizzo dell’acqua o un aumento delle prestazioni fotosintetiche si contrappongono cali di efficienza della fotosintesi. Risulta quindi necessario indagare direttamente in campo, sul suolo piemontese e con le cultivar locali, i possibili vantaggi che possono derivare dalla sua applicazione che, considerati la facilità di distribuzione, la non pericolosità per l’operatore e l’utilizzo in biologico, può rappresentare un importante strumento per i viticoltori piemontesi. La distribuzione, i rilievi, le analisi e le microvinificazioni sono eseguite dai ricercatori di Agrion presso le strutture della Tenuta Cannona.

Caratterizzazione di nuovi potenziali cloni di Erbaluce

È fondamentale che l’attività di selezione clonale venga svolta con continuità, al fine di mantenere elevata la variabilità intravarietale delle cultivar. Questo consente sia di aggiornare le caratteristiche del materiale clonale in funzione dell’evoluzione delle esigenze produttive del settore vitivinicolo e dei cambiamenti nei gusti dei consumatori, sia – soprattutto – di rispondere alle mutate condizioni climatiche.  Tale attività assume un’importanza ancora maggiore nel caso delle varietà locali, per le quali il numero di cloni disponibili è spesso limitato. Nel caso dell’Erbaluce, ad esempio, sono attualmente disponibili soltanto sei cloni: quattro omologati nel 1987 e due più recentemente, nel 2017. Nel Canavese è stato realizzato un vigneto che raccoglie 60 diversi genotipi di Erbaluce, selezionati da antichi vigneti ottenuti per selezione massale. Nel corso del 2026 verranno effettuati rilievi ampelografici e, ove necessario, analisi genetiche per la verifica dell’identità varietale. Saranno inoltre condotti rilievi sulla fertilità, sulla produttività e sulle cinetiche di maturazione, con particolare riferimento ai parametri di pH, acidità totale e contenuto zuccherino.

RISULTATI ATTESI 

Nel corso del progetto, si monitoreranno nuovamente le risposte fisiologiche ed i principali parametri biometrici delle varie linee somaclonali durante la stagione estiva, per avere conferma dei risultati positivi avuti nei primi anni di indagine, con il fine di stabilire la tolleranza dei genotipi selezionati a stress ambientali multipli, inclusa l’insorgenza di patogeni.

Parallelamente, si ripeteranno anche le prove atte a valutare l’effettiva utilità della distribuzione del caolino nell’ambiente piemontese accertando anche eventuali effetti nel processo di vinificazione. Inoltre, a partire da questa stagione prenderà avvio un processo di caratterizzazione di nuovi potenziali cloni di Erbaluce, più rispondenti alle mutate esigenze ambientali e qualitative del settore vitivinicolo.

DIFFUSIONE DEI RISULTATI

I dati raccolti durante le attività progettuali saranno elaborati e i risultati progettuali saranno pubblicati al termine delle attività (indicativamente MARZO 2027) sulla suddetta pagina e saranno consultabili gratuitamente per le imprese e per gli operatori del settore interessati.

PROGETTI COLLEGATI