Le città sono il luogo in cui viviamo, cresciamo e immaginiamo il futuro.
Oggi, però, sono anche lo spazio in cui il cambiamento climatico si manifesta con maggiore intensità: aria sempre più difficile da respirare, estati torride, eventi estremi sempre più frequenti. Ambienti urbani che mettono alla prova la nostra salute, il nostro benessere e la qualità della vita quotidiana.
La soluzione è riportare la natura al centro delle città.
Durante le ondate di calore possono abbassare la temperatura di diversi gradi, migliorano la qualità dell’aria filtrando polveri sottili e inquinanti, assorbono anidride carbonica e attenuano il rumore urbano. Allo stesso tempo favoriscono l’attività fisica, riducono lo stress, migliorano l’umore e rafforzano le relazioni sociali, creando luoghi di incontro, cura e benessere. Il verde urbano, se pensato con continuità ecologica, specie adatte al clima e una gestione consapevole, genera benefici duraturi non solo ambientali, ma anche sanitari ed economici per l’intera comunità.
Le città ospitano inoltre una biodiversità sorprendente: fino a un quinto della biodiversità europea trova spazio tra viali alberati, parchi, giardini e aree naturali urbane. Api, farfalle, uccelli e molte altre specie utilizzano questi spazi come rifugi e corridoi ecologici. Una rete vitale che sostiene servizi ecosistemici fondamentali, come l’impollinazione, con ricadute dirette anche sull’agricoltura e sulla qualità dei prodotti del territorio piemontese.
Da questa visione nasce l’impegno di AGRION, che da anni lavora per rendere più sostenibili le produzioni agroalimentari del Piemonte e che oggi estende questo percorso anche alle città. Perché campagna e aree urbane sono profondamente connesse: la salute dell’una dipende dall’equilibrio dell’altra. La transizione ecologica, in questo approccio, non è fatta di slogan, ma di soluzioni concrete. Ricerca scientifica, nuove tecnologie e dati reali diventano strumenti per migliorare davvero l’ambiente e la vita quotidiana.
Il progetto pilota GreenUP Piemonte, realizzato da Fondazione Agrion in collaborazione con Regione Piemonte, ANCI Piemonte e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, aiuta i Comuni a guardare il verde urbano con occhi nuovi ed è ispirato ai principi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Ha come obiettivo quello di riportare la natura dentro i contesti urbani e renderla parte viva della quotidianità.
Integrare il verde nelle città significa migliorare il rapporto tra uomo e ambiente, ma anche rendere gli spazi pubblici più accoglienti, sicuri e inclusivi. Significa affrontare in modo concreto gli effetti del cambiamento climatico, come le ondate di calore, l’inquinamento dell’aria e la perdita di biodiversità, trasformando il verde urbano in una vera infrastruttura al servizio del territorio.
Il progetto, della durata di 2 anni coinvolge 31 Comuni piemontesi – Alba, Argentera, Bra, Borgo Ticino, Busca, Burolo, Cavour, Cumiana, Cherasco, Carpeneto, Condove, Candiolo, Cuneo, Elva, Fossano, Govone, Lagnasco, Manta, Monasterolo di Savigliano, Moretta, Orbassano, Ovada, Pianezza, Pancalieri, Pinasca, Piozzo, Rivarolo Canavese, Saluzzo, Santena, Settimo Rottaro e Oleggio Castello – e si sviluppa attraverso cinque fasi strategiche:
- FASE 1 | Analisi
- FASE 2 | Valutazione
- FASE 3 | Pianificazione
- FASE 4 | Azione
- FASE 5 | Report e Comunicazione
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