Attività di ricerca applicata su castagno
ENTE FINAZIATORE: Regione Piemonte
DURATA: Gennaio 2026 – Dicembre 2026
Il castagno in Piemonte (dati 2024 – Sistema Piemonte) occupa una superfice di 4532 ettari, di cui 1184 ettari (26,1%) in biologico collocati principalmente in provincia di Cuneo (94.95%) distribuita in tutte le vallate, Torino (2%) e Vercelli (1%). Cuneo: 2340 aziende e 4127 ettari (94,95 %).
Parlando di castagno si possono individuare almeno 4 realtà:
- Castagneto da frutto tradizionale, per lo più secolare o impianti fatti nel dopoguerra piccoli appezzamenti nell’area collinare, montana di scarsa rilevanza.
- Frutteto di castagno: prima diffusione dagli anni ’80 negli areali di pianura di Boves, Cuneo, Caraglio, Dronero e Saluzzese con la messa a dimora di veri e propri frutteti realizzati con varietà eurogiapponesi ed in particolare la Bouche de Betizac ad inizio millennio. Recentemente nuovi impianti sono stati realizzati con i Marrone di Chiusa Pesio e Morozzo, Marrone di Castel del Rio e Marradi ed altri ecotipi locali (Bracalla, Garrone rosso, Tempuriva, Madonna, ecc…).
- Castagneti abbandonati non recuperabili, da convertire in cedui;
- Cedui di castagno abbandonati e non, dove il taglio viene effettuato per fare paleria, ecc.
Esiste una notevole differenza tra gestione e redditività del castagneto tradizionale e da frutteto. Da un lato recuperare e valorizzare castagneti tradizionali consentirebbe di avere un presidio del territorio e sviluppare il turismo. In pianura, nei frutteti di castagno, andrebbero invece indagate e potenziate la tecnica colturale (scelta varietale, sesti di impianto, difesa, piani di concimazione, fabbisogno irriguo e gestione dell’irrigazione), l’assistenza tecnica e lo studio sull’influenza del castagneto da frutto sulla bioiversità.
Da queste premesse scaturiscono le attività che saranno svolte nel presente progetto:
DIFESA
Fitofagi: rappresentano un problema sia per il frutteto che per il castagneto tradizionale soprattutto per monitoraggio e gestione della Cidia splendana. Nuove trappole per il monitoraggio con controllo da remoto ed aggiornamento giornaliero andrebbero testate per valutarne l’efficienza nella descrizione dei voli del fitofago
Patologie: principale problematica degli ultimi anni è la Gnomoniopsis che con cancro corticale e mal dell’inchiostro rendono difficoltosa la gestione degli impianti sia da frutteto che tradizionali.
DIFFUSIONE DEI RISULTATI
I dati raccolti durante le attività progettuali saranno elaborati e i risultati progettuali saranno pubblicati al termine delle attività (indicativamente MARZO 2027) sulla suddetta pagina e saranno consultabili gratuitamente per le imprese e per gli operatori del settore interessati.
