Valutazione efficacia diversa tipologia di barriere fisiche contro Popillia japonica nel vercellese
ENTE FINAZIATORE: Regione Piemonte
DURATA: Gennaio 2026 – Dicembre 2026
Popillia japonica è un insetto originario del Giappone rinvenuto sul territorio italiano nel 2014 tra le province di Novara e Varese. Si tratta di un insetto polifago, in grado di attaccare più di 300 specie vegetali, che è stato inserito tra gli organismi nocivi da quarantena e prioritari per l’Unione europea (Regolamento delegato (UE) 2019/1702 della Commissione del 1° agosto 2019). In Italia è in vigore il Decreto Ministeriale 3 aprile 2024 n. 0154311 – “Adozione del Piano di emergenza nazionale per Popillia japonica Newman”.
Data l’assenza di limitatori naturali e l’elevata capacità di spostamento degli adulti, con fronte di infestazione che avanza di circa 7-10 km/anno, dalla sua prima comparsa ad oggi lo scarabeide sta colonizzando anno dopo anno l’intero territorio piemontese. A breve si prevede l’arrivo dell’insetto nell’areale frutticolo primario per la Regione Piemonte tra le provincie di Torino e Cuneo.
Gli adulti si nutrono di molte specie vegetali, sia coltivate che spontanee; le larve, si sviluppano nel terreno e sono particolarmente dannose per i tappeti erbosi e i prati permanenti. Gli adulti hanno comportamento gregario, e la loro attività è massima nelle ore centrali del giorno, mentre è molto rallentata durante le ore più fresche, come le prime ore della giornata e durante la notte. La vite europea e le drupacee (pesco in primis) sono tra gli ospiti preferiti dagli adulti di P. japonica, tuttavia, anche le pomacee (melo e pero), actinidia, nocciolo e piccoli frutti rientrano tra gli ospiti sensibili. Il primo segno facilmente individuabile causato dagli adulti è la presenza di foglie completamente scheletrizzate delle piante delle quali si nutre. Gli individui erodono infatti la lamina fogliare nelle porzioni più morbide lasciando progressivamente scoperte le sole nervature. Sui piccoli frutti i danni sono diretti sulla produzione.
Ad oggi, l’esperienza piemontese di contenimento del fitofago su colture arboree è più specifica su vite in quanto l’areale di prima diffusione di P. japonica è il nord del Piemonte. Su pesco i primi danni gravi sono stati osservati tra Borgo d’Ale e Alice Castello nel 2025 e nonostante una strategia di difesa basata su insetticidi piretroidi (gli unici ad avere una buona efficacia diretta ma limitata nel tempo) la produzione è andata totalmente persa.
Da questa prima negativa esperienza è nata la necessità d’individuare soluzioni alternative all’impiego di insetticidi per limitare i danni e che siano più sostenibili per l’ambiente e per l’uomo. Pertanto, nel presente progetto si propone una sperimentazione con barriere fisiche su pesco attraverso l’utilizzo di due tipologie di reti (antigrandine Vs antinsetto) al fine di comprendere se questa soluzione possa consentire la prosecuzione della coltivazione del pesco anche in presenza d’infestazioni di Popillia.
RISULTATI ATTESI
Individuazione di una soluzione pratica ed efficacia di contenimento di Popillia japonica su colture frutticole, in primis il pesco notoriamente molto sensibile all’attività trofica del fitofago.
DIFFUSIONE DEI RISULTATI
I dati raccolti durante le attività progettuali saranno elaborati e i risultati progettuali saranno pubblicati al termine delle attività (indicativamente MARZO 2027) sulla suddetta pagina e saranno consultabili gratuitamente per le imprese e per gli operatori del settore interessati.
