AGRICOLTURA BIOLOGICA

Frutticoltura Biologica in collaborazione con Fondazione la Malva

PARTNER: Fondazione Malva Arnaldi, Fondazione Agrion

ENTE FINAZIATORE: Regione Piemonte

DURATA: Gennaio 2026 – Dicembre 2026

In Piemonte, la superficie frutticola a conduzione biologica è di 2.677 ettari pari al 16,8% sulla superficie complessiva (Agristat, 2026). L’agricoltura biologica rappresenta una pratica fondamentale per l’ambiente, la salute e l’economia europea, con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità ambientale e la protezione della biodiversità.

Nell’ambito del progetto si vogliono svolgere le seguenti attività:

Prove portinnesti con resistenze e tolleranze a malattie

Nella comparsa di una malattia, incidono diversi parametri, tra cui le caratteristiche dell’ospite, ossia la pianta stessa, che può essere più o meno suscettibile all’attacco del patogeno. L’idea progettuale prevede la sperimentazione di nuovi portinnesti per la valutazione di tolleranze/ resistenze alle emergenti problematiche fitosanitarie (Afide lanigero, Colpo di fuoco batterico, etc.), la ridotta emissione di polloni e sferoplasti e il buon adattamento alle condizioni di reimpianto.

L’attività prevede il monitoraggio delle performance vegeto-produttive, attraverso rilievi di parametri biometrici, agronomici e fitosanitari.

Sperimentazione strategia per la riduzione dell’utilizzo del rame per la difesa dalle principali avversità fungine del melo e vite

Le normative europee impongono un sempre maggior restringimento del ventaglio di molecole utilizzabili per la difesa delle colture, perseguendo l’obiettivo della strategia “Farm to Fork”, ovvero ridurre del 50% l’uso di prodotti fitosanitari entro il 2030. Ulteriore restrizione è rappresentata dalla riduzione dell’utilizzo del rame a causa dell’impatto ambientale e anche in alcuni casi fitotossico per le colture, determinando quindi la necessità di adottare strategie alternative e sostenibili.

L’idea progettuale prevede la sperimentazione di una strategia finalizzata alla riduzione dell’utilizzo del rame su vite e zolfo su melo, attraverso l’impiego di sostanze derivanti da estratti vegetali, con l’individuazione di possibili soluzioni che permettano l’attuazione della difesa con la medesima efficacia.

Miglioramento della fertilità del suolo su reimpianto melo dopo melo

Il fenomeno della “stanchezza del terreno” rappresenta una criticità importante nella coltivazione del melo nel caso in cui si opti per una successione melo dopo melo. Seppur questa scelta non sia agronomicamente consigliata, le aziende frutticole frequentemente optano per il reimpianto causa di limitata disponibilità di terreno o per mancanza di alternative economicamente sostenibili o per la vocazione pedoclimatica di quella specifica area. In agricoltura biologica la problematica della “stanchezza del suolo” è generalmente più difficile da affrontare non potendo impiegare fertilizzanti di sintesi e fitoregolatori che supportino le piante nei primi anni di vita. In questo caso la fertilità biologica del suolo fa la differenza e l’idea progettuale è quella di testare strategie alternative (compost biologico – humus biologico) per migliorare la vitalità del suolo e renderlo più ospitale per le giovani le piante. L’apporto delle matrici organiche dovrà essere realizzato appena prima della messa a dimora degli astoni ed eventualmente integrata nel corso della stagione in funzione dell’accrescimento biometrico rilevato. Oltre alla valutazione dello sviluppo vegetativo degli astoni si farà un’analisi visiva degli apparati radicali e si valuterà la dinamica dei macro nutrienti e del carbonio organico attraverso specifiche analisi chimico-fisico-biologiche realizzate prima dell’inizio della prova e successivamente a fine stagione. Si valuterà altresì l’attività fotosintetica delle piante mediante specifiche campagne di rilievo di SPAD.  

DIFFUSIONE DEI RISULTATI

I dati raccolti durante le attività progettuali saranno elaborati e i risultati progettuali saranno pubblicati al termine delle attività (indicativamente MARZO 2027) sulla suddetta pagina e saranno consultabili gratuitamente per le imprese e per gli operatori del settore interessati.